venerdì 2 aprile 2010

Due post

Dopo che Red ha già postato il messaggio del 2 aprile, come in ogni sano anime è venuto il momento di un flashback. Torniamo al 31 marzo/1 aprile:

1 aprile 2010
La giornata più lunga

La giornata più lunga non ha bisogno di commenti, si commenta da sola, è sufficiente l’elenco di cosa abbiamo fatto per arrivare da Modena (Italia) a Kyoto (Giappone):

auto con autista da casa all’aeroporto di Bologna – aeroporto Gatwick – trasferta tramite corriera da Gatwick a Heathrow. Arriviamo a Heathrow. Da lì volo verso il Giappone – atterraggio a Narita, treno per Shunagawa, da lì per Kyoto. Poi a Kyoto la metropolitana per l’albergo. Mi sento stanca il doppio solo a raccontarlo!
Il pomeriggio, come degli zombie, siamo andati a recuperare un po’ di energie contribuendo al rilancio dell’economia in un centro di negozietti molto carini di Kyoto. Tra gashapon, takoyaki, giapponesi con le gambe storte e sogni che diventavano realtà, siamo rimasti zombi ma ci siamo riempiti il cuore.
Morale della favola: a volte non si combatte per salvare il mondo, si combatte per salvare se stessi! Ora che finalmente vedo un letto dopo 48 ore e mi sento molto più me stessa!
P.S. Anfibi rulez! Come al solito qui piove…!!!

2 aprile
L’amore dal punto di vista degli otaku


Dopo una notte di sonno in un vero letto (e non un sedile di auto/treno/aereo/corriera) finalmente ci siamo ripresi e questa mattina con grande entusiasmo siamo andati a fare colazione da Starbucks (siamo ancora troppo provati per affrontare la tipica colazione giapponese), mentre Red, l’uomo che ieri ha speso più di 4000 yen per un’action figure, cercava di risparmiare quei cento, duecento yen comprando il modello di ombrello più economico. La meta della giornata era il Kyomizudera, il noto “tempio dell’amore”, dove si recano innamorati di ogni età alla ricerca dell’anima gemella o di qualche aiuto divino per far durare la loro relazione. Cosa fanno degli otaku quando vanno al Kyomizudera? Innanzitutto, scesi dall’autobus, lungo la strada per il tempio qualsiasi shop con almeno un’action figure visibile in vetrina meritava una visita. Qualsiasi shop con un cell strap di Keroro meritava una visita. Qualsiasi shop con “schifezze chimiche” (come dice Dark) meritava una visita. Qualsiasi shop con qualcosa di giapponese meritava una visita. Morale della favola: 1 ora e mezza per fare quattrocento metri. Pranzo a base di udon o di katsu udon, poi crepe, nikkuman, un po’ tutto quello che ci passava sotto gli occhi e la sera escursione tra negozietti di generi alimentari e non. La grande crisi della giornata: quando praticamente tutti hanno pescato un gashapon del Professor Layton tranne me ho quasi ucciso qualcuno, alla fine me l’hanno dato. Grazie, Green! Abbiamo concluso con festeggiamenti in camera a base di prodotti da Conbini.
Tra gli eventi particolari:
- acquisto di vaso da fiori a forma di testa di robot di Laputa in un negozio only Miyazaki
- Red che tenta di uscire da uno sportello della metro diverso rispetto a quello in cui ha inserito il biglietto (e che non capiva cosa stava succedendo!)
- Red che mi dice "Mh, in questa stanza c'è poco spazio, dove metto il portatile? Vabbè, mettilo in quel cassetto. Visto che non lo usiamo per gli abiti, usiamolo per il portatile (Red è un vero otaku: la precedenza, SEMPRE a pc e internet!)

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