Dopo il freddo glaciale dei giorni scorsi che ci ha quasi trasformato in pinguini, la giornata di sole di oggi ci ha spinto a recarci in una delle mete più classiche di Kyoto: il Kinkakuji, un tempio rivestito in oro (senza il sole, il tempio perde parecchio il suo appeal). Abbiamo iniziato rifornendoci di carboidrati da Starbucks, per poi dirigerci con convinzione verso la fermata del bus che ci avrebbe portato al tempio. Durante il tragitto abbiamo approfondito la conoscenza con alcuna gente del luogo, visto che nel bus eravamo pressati come sardine. Una splendida occasione di contatto umano. Parecchi minuti, chilometri, gocce di sudore dopo, siamo arrivati alla nostra fermata. Una nota: la voce dell’artista meriterebbe un file sonoro, era indescrivibile mentre pronunciava i nomi delle fermate. Sembrava un incrocio tra un attore porno, un uomo scazzato e un atleta che ha appena finito di correre la maratona di New York.
Scesi dall’autobus, abbiamo cercato la direzione per il Kinkakuji e in un’occasione ci siamo dati all’attraversamento selvaggio della strada ignorando il semaforo (con una certa vergogna da parte nostra, visto che qui NESSUNO lo fa). Alcuni di noi, in un momento di follia, hanno gridato ridendo “siamo italiani” e io ho ringraziato di poter nascondere la mia testa sotto il cappello a forma di cervo che mi sono comprata ieri per il freddo terribile (non che portare un berretto a forma di cervo sia meglio che gridare “siamo italiani” :D). Tra parentesi, durante l’attraversamento, Dark si è fermato un istante in mezzo alla strada per far passare una ragazza in bici e io ho osservato:
“Be’, quella ragazza avrà pensato che siamo degli zoticoni che non rispettano il codice della strada ma che almeno siamo gentili”.
E Dark: “Macché gentilezza, l’ho lasciata passare solo perché era carina, altrimenti non la facevo mica passare!”
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Vabbè, andiamo avanti. Dicevo, ci siamo diretti al Kinkakuji. Lì abbiamo scattato un sacco di foto perché il posto era bellissimo. Dark non era a suo agio perché la luce del sole è il suo punto debole, un po’ come il giallo per le lanterne verdi. Appena poteva, si infilava sempre in un posto all’ombra. Abbiamo pranzato in fretta in uno di quei posto dove prima paghi scegliendo da un menu automatico e poi consegni lo scontrino al commesso del locale che ti dà le cose tipo fast food, e abbiamo avuto l’idea di tornare in albergo a piedi, facendoci un giro panoramico della città. Green, che come ho già scritto in un post precedente subisce forti danni ai suoi superpoteri quando si trova in un posto creato dall’uomo, non si sentiva molto bene.
Una volta che siamo arrivati in prossimità dell’albergo, è corsa con Dark in camera, mentre noi abbiamo tentato di andare a visitare il Nijo Castle ma era chiuso (qui le attrazioni turistiche chiudono prestissimo! Il Nijo Castle chiudeva alle 16). Durante la nostra camminata panoramica è da osservare che abbiamo visto parecchie cose incredibili, tra le quali il signore il cui lavoro consisteva nello stare seduto su una sedia vicino a un attraversamento pedonale e reggere un cartello… mobbing?
La sera, stremati ma felici, per la terza volta abbiamo tentato di andare da Animate, e stavolta ce l’abbiamo fatta! L’emozione di mettere piede lì dentro era fortissima, ma non c’erano bei gashapon, il che è gravissimo: oggi è Pasqua, invece dell’uovo volevamo aprire un gashapon! Dopo una gustosa cena a base di okonomiyaki, gli altri si sono scofanati dolcetti vari comprati in uno hyaku yen shop, io mi sono diretta dallo “Zietto delle crepe” (traduzione letterale del titolo sull’insegna) e mi sono presa un Ice choco & banana, una cosa buonissima O__O La serata si è conclusa con un ritorno trionfale in albergo, polpacci doloranti ma tutti felicissimi!
Ah, una nota. Durante la giornata abbiamo assaggiato un mochi comprato in un negozio. E’ TOTALMENTE insapore! Il suo gusto è “non sa di niente”! Secondo Dark il superpotere del mochi è che quando lo mangi ti toglie la capacità di percepire sapori per una settimana.
Per concludere... Dannato ranger Magenta! Continua a vantarsi del suo pupazzo di Rilakkuma!
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