Stamattina ci siamo decisi a visitare il museo internazionale del Manga.
Più volte siamo stati tentati di visitarlo, trovandosi a due passi dall’albergo.
Ma prima, colazione!
Un vero professionista sa unire il bisogno naturale della colazione a una attenta citazione.
Quindi, bando alle ciance, ecco una breve descrizione più testuale che fotografica del museo, visto il divieto di fare foto (che violavano almeno una o due volte un po’ tutti, in realtà, per fotografare la tavola o il fumetto preferito)
Pronti a entrare!
Il museo è ricavato da una scuola preesistente. la sua struttura quindi è quella tipica, seppur parzialmente rivista, con pavimenti in legno e vetratone (si parla di scuola molto vintage).
Il primo piano ha una piccole esposizione di cel di anime recenti (i questo caso era presente Eden of East, con primo episodio trasmesso su un grosso LCD), e di pubblicazioni di manga in altri paesi del mondo (nella sezione italiana erano presenti anche manga tradotti da Violet!).
Il secondo piano era probabilmente il più interessante, presentando una piccola rappresentazione di quelli che potevano essere antenati dei cartoni animati…
Dei figuranti facevano scorrere delle tavole disegnate, raccontando in maniera ultra convinta gli eventi sopra rappresentati. Il fumetto rappresentato (direi nel senso teatrale del termine) era Ogon Bat (Fantaman)
Il resto del piano si divideva tra un mega stanzone-biblioteca, con una catalogazione per anno (sono nato nell’anno di Captain Tsubasa, Holly e Benji!!), e micro dimostrazioni sulle tecniche di realizzazione, tecniche di vendita, ripartizione dei compensi dei fumettisti, volumetti più venditi di sempre (il primo era one piece), merchandise e penetrazione dello stesso (l’esempio più lampante rappresentato era Haruhi)
Altre stanze ospitavano assaggi di fumetto francese, europeo, americano, e collaborazioni interculturali.
C’è di tutto…dalla tazza al modellino della macchina tunata di Haruhi
Va sottolineato che l’intero albergo era un museo/biblioteca, quindi era possibile prendere quasi qualsiasi fumetto, anche quelli anni 50 e leggerselo in giardino all’aperto, nella totale fiducia (per intenderci: rubare sarebbe stato FACILISSIMO), quindi il museo era costellato, in qualsiasi zona, anche in quelle di visita, di persone che leggevano qua e la.
Con una tessera mensile è possibile accedere liberamente alla biblioteca quindi e leggere intere serie in volumetto.
Scoperte del giorno nel giro commerciale:
La chitarra mitra! Sa unire la ciappinosità di un giocattolo busta sorpresa a un ergonomia tutta da provare!
Negozio di armi Airsoft!
Oltretutto siamo stati in un negozio di gadget che vendeva cose come caschi da moto di Eva…
alla prossima!
Non ci credo siete entrati in un MUSEO!!!!!!!!
RispondiEliminaChe non diventi un abitudine.
Ermanno